2° AUTOSLALOM TROFEO CITTA DI ADRANO (CT) MEMORIAL NINO VIAGGIO
SCONFITTO LO RE PROPRIO IN CASA; A SORPRESA SI IMPONE OSMAN CARISTI
Domenica 14 settembre il Team Paline ha trovato la data per la disputa del Trofeo città di Adrano-Memorial Nino Viaggio. Il suddetto slalom era stato messo in calendario per l'8 giugno, ma poi era stato annullato a causa dei ballottaggi alle elezioni provinciali di Catania. Ciò nonostante lo slalom ha contato alla partenza ben 130 piloti. Questo perché la cittadina di Adrano da sempre è stata molto legata al mondo delle corse su strada. Tant'è che su 9 piloti in P2 con i prototipi motorizzati con motori motociclistici, ben 8 erano di Adrano. A cominciare dal grande favorito della vigilia Salvatore Lo Re, vincitore dell'edizione dello scorso anno. L'idolo di casa fra le ole dei compaesani (per strada si vedevano scritte come 'Lo Re metti tutti dietro te', 'Forza Lo Re'), alla vigilia aveva come maggiori avversari proprio i compaesani Salvatore Caruso su Fiat 126-Suzuki e Mimmo Polizzi su Y10-Yamaha. Al rientro Marco Fichera con l' X1/9 dopo la rottura del motore a Filadelfia (VV). Presente anche il palermitano Alfredo Giamboi su X1/9. Uno degli outsider era considerato anche Giovanbattista Motta su 126-BMW, così come Osman Caristi, su Opel Kadett GSI. Grandi partecipanti anche fra le 700 con la presenza dei migliori specialisti siciliani, quali Basile, Giacoppo, Campobello, tutti su 500. Anche fra le 1150 c'erano i migliori specialisti in circolazione: Munaf, Pappalardo, Emmanuele, tutti su 127. Fra le 1000 spiccavano le presenze di Longo e Compagnino, entrambi su A112. Fra le 1300 spiccavano Salvatore Basile, su Peugeot 205 e Gangemi su 127. Fra i prototipi con motori automobilistici,oltre al suddetto Motta su 126-BMW, Flash Way su 126-A112, Bruno su 126-BMW, Maglia su A112-BMW, Monaco su 126-BMW, Rosario Cassisi su X1/9 2050.
La gara prendeva inizio con il passaggio della Mazda 6 apripista di Nicola Cirrito e di un gruppo di autostoriche, due Fiat 500, una BMW 2002, una Alfa Romeo Giulietta. La gara era aperta dalle vetture di gruppo N. Le più forti erano le 106 di Renda, Miano, Messina ed Anzalone, la 205 di Ruxal, le Clio di Benenati e Licitra. Arrivava il turno del gruppo A, le più significative la Cinquecento di Castorina, le Seicento dei fratelli Mario e Cateno Castorina, le Alfa Romeo 33 di Scuderi e Finocchiaro e tutte le Uno Turbo. Arrivava il turno del gruppo Speciale. La gara, già molte volte interrotta a causa di incidenti di molti piloti, vedeva il passaggio delle 500 di Caltabiano, del locale Viaggio e di Pappalardo, le 126 di Salerno e Giacoppo, saliti e scesi per ben tre volte di seguito causa incidenti davanti a loro, e di Alfio Basile. Deludevano le aspettative Munaf, Emmanuele e Pappalardo, che nonostante passaggi molto veloci buttavano dei birilli e compromettevano le loro prestazioni. Sottotono Compagnino, al contrario di Longo che piazzava il 5° assoluto della 1° manche. Bene Gangemi, a differenza di Marco Fichera ancora non del tutto a posto con il nuovo motore. Meglio và ad Alfredo Giamboi. Superlativa prestazione di Francesco Pino che otteneva il secondo risultato cronometrico assoluto della 1° manche con la sua X19 1600. Non va bene ad Osman Caristi che buttando due birilli è costretto ad abbandonare il tempo superlativo che aveva realizzato. Intanto gli incidenti ed i problemi tecnici a ripetizione continuavano. Rimarchevole il problema elettrico occorso alla 127 di Soretti che rimaneva bloccato con il motore in panne nello stesso punto del tracciato in entrambe le manche. Dopo il passaggio delle deludenti R5 oltre 2000 si apriva il gruppo Prototipi. Bellissime le 126-A112 di Flash Way, Salv e Musumeci, la Panda di D'Agata e la 500-A112 di Galati e Salemi. La gara entrava nel vivo con l'entrata in gioco dei pretendenti all' assoluto, i piloti della classe P2, tutti di Adrano. Passavano per prime le 126-Yamaha di Bua, Lenza e Lanza, tutte deludenti. Arrivava il turno del giovan e sempre più promettente Mimmo Polizzi, su Y10-Yamaha. Salendo Polizzi succedeva però che all'uscita di una curva a 90°, l'adranese perdeva il controllo della macchina e centrava un muro. Caruso su 126-Suzuki che arrivava dietro di lui è stato fatto scendere di nuovo alla partenza. Lo Re invece continuava, ma cadeva nell'errore della toccata di un birillo macchiando il suo impressionante tempo con 10'' di penalità. Subito dopo passava Mangano con l'altra 126-Honda di Lo Re che chiudeva il gruppo P2. Entravano adesso in gioco le P3, aperte da Monaco e Bruno. Era però Motta a piazzare la zampata vincente e scalzare Francesco Pino dalla vetta della classifica, impressionando tutto il numeroso pubblico presente ai bordi della strada.
Si chiudeva così la 1° manche e con molto ritardo iniziava la 2°, anch'essa interrotta da molti incidenti. In particolare quello occorso alla 126 di Campobello che rompeva il motore inondando circa 1Km di strada dell'olio perso, con conseguente massiccia interruzione della gara per cospargere la strada di filer. Dei piloti della prime classi del gruppo Speciale, quindi nessuno poteva migliorare il tempo della 1° manche. Si arrivava alla classe 1600, con Pino intenzionato a riprendersi il primato. Succedeva però l'imprevedibile, rompeva il cambio, gettando altro olio sulla strada. Non si miglioravano così nemmeno Fichera e Giamboi. Arrivato il momento del passaggio delle 2000 la strada era ancora molto viscida. Ciò nonostante Osman Caristi con un tempo strepitoso balzava al comando, aspettandosi comunque di essere spodestato con il passaggio delle P2. Ciò non accadeva. Caruso e Polizzi, salito senza paraurti anteriore, con le ruote anteriori scoperte, si miglioravano tantissimo ma non riuscivano a scalzare Caristi dalla vetta. Tutti aspettavano Lo Re. L'idolo di casa, però, commetteva una stupidaggine in un testacoda dopo la partenza si girava, facendo un testacoda. Gara compromessa per lui, comunque pronto a riscattarsi nella 3° manche. Nemmeno Motta si migliorava e così si chiudeva la 2° manche. Dopo questa accadeva però che il direttore di gara, visti i lunghissimi tempi della gara, proclamava la stessa conclusa dopo la 2° manche. Vincitore risultava cos+ un incredulo Osman Caristi. Il pilota messinese della Kamiko Corse conquistava la prima vittoria assoluta in carriera nella cittadina etnea. 2° risultava un ottimo Salvatore Caruso su Fiat 126-Suzuki della Adrano Corse, alla migliore prestazione assoluta della sua carriera. L'adranese mai, infatti, si era spinto oltre il 3° posto. Nella gara di casa ha dato il meglio di sé vincendo il derby con i conterranei. Ottimo risultato quello di Mimmo Polizzi della Camporotondo Corse, 3° assoluto, anche con una Y10-Yamaha malconcia, che bissa il suo risultato di Filadelfia, il migliore in carriera. Solo 4° Giovanbattista Motta su 126-BMW della Gisa Racing Biancavilla, dopo il primato della 1° manche. Scende al 5° posto, ma vince il Gruppo Speciale, Francesco pino, su X1/9 1600 della Scuderia Aspromonte, nonostante i suoi problemi tecnici. Dietro di lui Spoto su 126-Suzuki della Adrano Corse. Solo 7° Lo Re, incappato in molti errori, per la prima volta nella stagione battuto da macchine che non sono Sport. Solo 7° quindi, l'adranese, su 126-Honda della Kamiko Corse. 8° assoluto Longo su A112 1000 della Camporotondo Corse. Il pilota etneo era al rientro con l'A112, dopo un mungo periodo di assenza dagli slalom. Dietro di lui Alfredo Giamboi su X1/9 1600 della Kamiko Corse e Rosario Cassisi su X1/9 2050 della Scuderia Aspromonte.
Da notare che in concomitanza con lo slalom di adrano c'era lo slalom Agro Ericino, Valderice Erice, sul tracciato della cronoscalata, che ha attirato i piloti delle Sport, lasciandoli lontani da Adrano.
Appuntamento fra 7 giorni, sempre a Catania con lo slalom Rossarancia Scordia-Militello.
Demetrio Vilardi Lazzaro (RC)
La gara prendeva inizio con il passaggio della Mazda 6 apripista di Nicola Cirrito e di un gruppo di autostoriche, due Fiat 500, una BMW 2002, una Alfa Romeo Giulietta. La gara era aperta dalle vetture di gruppo N. Le più forti erano le 106 di Renda, Miano, Messina ed Anzalone, la 205 di Ruxal, le Clio di Benenati e Licitra. Arrivava il turno del gruppo A, le più significative la Cinquecento di Castorina, le Seicento dei fratelli Mario e Cateno Castorina, le Alfa Romeo 33 di Scuderi e Finocchiaro e tutte le Uno Turbo. Arrivava il turno del gruppo Speciale. La gara, già molte volte interrotta a causa di incidenti di molti piloti, vedeva il passaggio delle 500 di Caltabiano, del locale Viaggio e di Pappalardo, le 126 di Salerno e Giacoppo, saliti e scesi per ben tre volte di seguito causa incidenti davanti a loro, e di Alfio Basile. Deludevano le aspettative Munaf, Emmanuele e Pappalardo, che nonostante passaggi molto veloci buttavano dei birilli e compromettevano le loro prestazioni. Sottotono Compagnino, al contrario di Longo che piazzava il 5° assoluto della 1° manche. Bene Gangemi, a differenza di Marco Fichera ancora non del tutto a posto con il nuovo motore. Meglio và ad Alfredo Giamboi. Superlativa prestazione di Francesco Pino che otteneva il secondo risultato cronometrico assoluto della 1° manche con la sua X19 1600. Non va bene ad Osman Caristi che buttando due birilli è costretto ad abbandonare il tempo superlativo che aveva realizzato. Intanto gli incidenti ed i problemi tecnici a ripetizione continuavano. Rimarchevole il problema elettrico occorso alla 127 di Soretti che rimaneva bloccato con il motore in panne nello stesso punto del tracciato in entrambe le manche. Dopo il passaggio delle deludenti R5 oltre 2000 si apriva il gruppo Prototipi. Bellissime le 126-A112 di Flash Way, Salv e Musumeci, la Panda di D'Agata e la 500-A112 di Galati e Salemi. La gara entrava nel vivo con l'entrata in gioco dei pretendenti all' assoluto, i piloti della classe P2, tutti di Adrano. Passavano per prime le 126-Yamaha di Bua, Lenza e Lanza, tutte deludenti. Arrivava il turno del giovan e sempre più promettente Mimmo Polizzi, su Y10-Yamaha. Salendo Polizzi succedeva però che all'uscita di una curva a 90°, l'adranese perdeva il controllo della macchina e centrava un muro. Caruso su 126-Suzuki che arrivava dietro di lui è stato fatto scendere di nuovo alla partenza. Lo Re invece continuava, ma cadeva nell'errore della toccata di un birillo macchiando il suo impressionante tempo con 10'' di penalità. Subito dopo passava Mangano con l'altra 126-Honda di Lo Re che chiudeva il gruppo P2. Entravano adesso in gioco le P3, aperte da Monaco e Bruno. Era però Motta a piazzare la zampata vincente e scalzare Francesco Pino dalla vetta della classifica, impressionando tutto il numeroso pubblico presente ai bordi della strada.
Si chiudeva così la 1° manche e con molto ritardo iniziava la 2°, anch'essa interrotta da molti incidenti. In particolare quello occorso alla 126 di Campobello che rompeva il motore inondando circa 1Km di strada dell'olio perso, con conseguente massiccia interruzione della gara per cospargere la strada di filer. Dei piloti della prime classi del gruppo Speciale, quindi nessuno poteva migliorare il tempo della 1° manche. Si arrivava alla classe 1600, con Pino intenzionato a riprendersi il primato. Succedeva però l'imprevedibile, rompeva il cambio, gettando altro olio sulla strada. Non si miglioravano così nemmeno Fichera e Giamboi. Arrivato il momento del passaggio delle 2000 la strada era ancora molto viscida. Ciò nonostante Osman Caristi con un tempo strepitoso balzava al comando, aspettandosi comunque di essere spodestato con il passaggio delle P2. Ciò non accadeva. Caruso e Polizzi, salito senza paraurti anteriore, con le ruote anteriori scoperte, si miglioravano tantissimo ma non riuscivano a scalzare Caristi dalla vetta. Tutti aspettavano Lo Re. L'idolo di casa, però, commetteva una stupidaggine in un testacoda dopo la partenza si girava, facendo un testacoda. Gara compromessa per lui, comunque pronto a riscattarsi nella 3° manche. Nemmeno Motta si migliorava e così si chiudeva la 2° manche. Dopo questa accadeva però che il direttore di gara, visti i lunghissimi tempi della gara, proclamava la stessa conclusa dopo la 2° manche. Vincitore risultava cos+ un incredulo Osman Caristi. Il pilota messinese della Kamiko Corse conquistava la prima vittoria assoluta in carriera nella cittadina etnea. 2° risultava un ottimo Salvatore Caruso su Fiat 126-Suzuki della Adrano Corse, alla migliore prestazione assoluta della sua carriera. L'adranese mai, infatti, si era spinto oltre il 3° posto. Nella gara di casa ha dato il meglio di sé vincendo il derby con i conterranei. Ottimo risultato quello di Mimmo Polizzi della Camporotondo Corse, 3° assoluto, anche con una Y10-Yamaha malconcia, che bissa il suo risultato di Filadelfia, il migliore in carriera. Solo 4° Giovanbattista Motta su 126-BMW della Gisa Racing Biancavilla, dopo il primato della 1° manche. Scende al 5° posto, ma vince il Gruppo Speciale, Francesco pino, su X1/9 1600 della Scuderia Aspromonte, nonostante i suoi problemi tecnici. Dietro di lui Spoto su 126-Suzuki della Adrano Corse. Solo 7° Lo Re, incappato in molti errori, per la prima volta nella stagione battuto da macchine che non sono Sport. Solo 7° quindi, l'adranese, su 126-Honda della Kamiko Corse. 8° assoluto Longo su A112 1000 della Camporotondo Corse. Il pilota etneo era al rientro con l'A112, dopo un mungo periodo di assenza dagli slalom. Dietro di lui Alfredo Giamboi su X1/9 1600 della Kamiko Corse e Rosario Cassisi su X1/9 2050 della Scuderia Aspromonte.
Da notare che in concomitanza con lo slalom di adrano c'era lo slalom Agro Ericino, Valderice Erice, sul tracciato della cronoscalata, che ha attirato i piloti delle Sport, lasciandoli lontani da Adrano.
Appuntamento fra 7 giorni, sempre a Catania con lo slalom Rossarancia Scordia-Militello.
Demetrio Vilardi Lazzaro (RC)
